La miglior riunione è la non-riunione: 7 consigli per ripartire.


In questa rivoluzione di inizio 2020 è probabile che anche tu viva sensazioni di incertezza, disagio e disorientamento.


Da un giorno all'altro, senza un minuto per metabolizzarlo, ti sei trovato al di fuori della solita routine: casa - caffè - giornale - lavoro - pranzo veloce - palestra - casa.


Tra non molto (tutti ce lo auguriamo) inizierà la fase due: il ritorno - graduale - alla normalità.


Ecco allora, 7 consigli sempre validi da mettere in pratica:


1) I posti belli producono buone idee

Non sottovalutare le condizioni del luogo di lavoro. Possono ispirare o deprimere, rasserenare o innervosire, consolare o abbattere. Tutto è importante: la luce, la temperatura, il rumore, l’equilibrio degli spazi e degli oggetti. Molti di noi fingono di non accorgersi che il mondo è cambiato: con il digitale, negli uffici occorrono meno armadi, meno oggetti e meno raccoglitori.


2) Mescolare fa bene

Generazioni, talenti e competenze. È accaduto in tutti i luoghi del genio: dalla Firenze di Leonardo alla Silicon Valley di Steve Jobs. Funziona anche in uno studio professionale o in un’azienda.

3) Volpi e ricci sono complementari

Le prime sono eclettiche, fantasiose, irrequiete; i secondi sono determinati, precisi, resilienti. Sono due tipi umani, entrambi indispensabili in ogni attività.


4) Meno è meglio

Tutto ciò che non è necessario rischia di essere dannoso. Come minimo, fa perdere tempo. Un esempio? La miglior riunione è quella che non si fa.

5) Viva il dissenso

Chi non è d’accordo, deve poterlo dire senza temere sorrisi di sufficienza, ostracismi e ritorsioni. Viva il coraggio delle opinioni controcorrente.

6) Fuori dalle scatole

Outside the box, fuori dalla scatola/dal recinto, dicono gli inglesi. Fuori dagli schemi, diciamo noi. È il modo per dare sfogo alla creatività e alle novità. Un buon docente, un bravo capoufficio e un genitore responsabile hanno un dovere: insegnare a non aver paura delle proprie idee, per quanto insolite.

7) La leggerezza non è superficialità

Chi si prende troppo sul serio annoia, si annoia e sforna prodotti noiosi. Non è possibile essere sempre sereni, nei luoghi di lavoro. Ma è importante provarci.


Prima di concludere, una riflessione. Quante volte ti è capitato di pensare, visitando un ufficio: «Qui non lavorerei mai!».

Bene: fai in modo che non lo pensino del tuo!

Ispirato dal libro: Italiani si rimane (B. Severgnini)

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